Ven. Nov 27th, 2020

La Verità Nascosta del Ventennio Fascista

Il 30 Maggio 2019, durante le ore di Storia, noi alunni della classe V A C.A.T.  abbiamo visto il documentario di Rai Storia riguardante gli scandali e la corruzione del Ventennio fascista, intitolato “Mussolini: Soldi, Sesso, Segreti“,che riprende e commenta  i filmati dell’epoca trasmessi dall’Istituto Luce.

Il documentario è stato trasmesso da Rai3 nel 1997, per svelare i retroscena di un periodo che, nonostante la generale riprovazione della Storia, entra nell’immaginario collettivo come un periodo di ordine e di assoluta onestà e integrità della classe dirigente.

Il documentario svela invece tutte quelle finte apparenze che avevano portato Mussolini a diventare una specie di “eroe” per il popolo italiano durante il periodo del consenso, ovvero prima dell’entrata in guerra.
E’ nota a tutti l’illiberalità del suo regime, uno stato totalitario realizzato attraverso la soppressione di tutte quelle garanzie liberali ottenute nel difficile percorso che va dallo statuto albertino del 1848 fino all’epoca giolittiana. Una politica totalitaria e violenta che si completa con l’emanazione delle leggi razziali, nel 1938, e con l’alleanza incondizionata con Hitler nel Patto d’Acciaio. La II guerra mondiale decretò quindi la fine di un regime che aveva oppresso e impoverito il Paese, nonostante qualche buona pratica, come ad esempio la campagna della “bonifica integrale” per le paludi pontine nel Lazio.

Il documentario della Grande Storia racconta quindi delle truffe e delle speculazioni, delle carriere strepitose e inspiegabili di noti nomi della classe dirigente, dai Ciano ai Balbo ai Farinacci, svelando gli scandali, i profitti illeciti, la tanto celata quanto vertiginosa corruzione dei funzionari e degli squadristi. Insomma, i panni sporchi del regime.

Analizzando il titolo del documentario possiamo dare un significato alle singole parole utilizzate:

  • SOLDI: Per le ruberie del regime, gli imbrogli nei lavori pubblici e le risorse dirottate nelle tasche di amanti, parenti e amici.Dalle indagini svolte dopo la Liberazione, infatti, molti sono gli scandali emersi, di cui facciamo alcuni documentati esempi:-Roberto Farinacci, giornalista e gerarca fascista, fra i più violenti dirigenti dello squadrismo; segretario del PNF dal 1925 al 1926; membro del Gran Consiglio del Fascismo e  dal 1943  militante della Repubblica Sociale Italiana: nel 1945 vengono ritrovati 80 Kg d’oro nel suo appartamento , equivalenti a quasi 5 milioni d’euro attuali, e un patrimonio di 300 milioni di lire, pari a 10 milioni di euro;
  • -Costanzo Ciano(padre di Galeazzo, genero del duce), eletto Presidente della Camera per acclamazione nel 1934: alla sua morte lascia un’eredità pari  a 700 milioni di euro.
  • SESSO: le celebri “case chiuse” diventano un mezzo per spiare le abitudini sessuali di personaggi scomodi al regime,  anche fascisti, al fine di controllarli e ricattarli affinché non possano opporsi al regime. Ma l’arma più utilizzata da Mussolini per il ricatto è senza dubbio l’omosessualità, considerata come una patologia da curare con il manicomio o da isolare con il confino. Tra le accuse di omosessualità che si susseguono durante il regime, esemplificativa è quella ad Augusto Turati, segretario del PNF dal 1926 al 1930. Chiamato alla segreteria del Partito nel 1926 al fine di arginare la dilagante corruzione dei gerarchi, finisce poi per toccare, con la sua azione moralizzatrice, gli stessi vertici del regime,  per cui, nel 1930,  sarà  sospeso dall’incarico ed espulso dal Partito con l’accusa di omosessualità.
  • SEGRETI: Gli accordi con gli industriali del nord, ovvero coloro che finanziarono l’ ascesa del PNF nel 1920, gli accordi con la Massoneria e infine la scoperta  (ad opera del vaticanista Benny Lai) dei 3 milioni di dollari che Mussolini fece accreditare tramite lo IOR per trasferirli poi negli Stati Uniti. Era il 1942, e gli USA erano una nazione nemica.

Oltre ai vari scandali e alle varie truffe, il documentario prosegue con il racconto della vita del Duce, dal suo matrimonio ai suoi figli veri o presunti, legittimi o illegittimi, riconosciuti o abbandonati, lasciati morire o arricchiti.

Si passano poi in disamina i vari momenti del regime, dalla vicenda di Fiume, che vede protagonista D’Annunzio, all’accordo con la Chiesa, con il quale Mussolini conquista il consenso dei cattolici, non soltanto dichiarando la religione cattolica religione di Stato, ma risarcendola di 1 miliardo e 75 milioni di lire per i danni finanziari subiti dalla Chiesa per la fine del potere temporale, oltre che di altri 750 milioni di lire per l’espoliazione dei beni ecclesiastici subita al momento dell’Unità nel 1861.


Un documentario davvero interessante, che consigliamo a tutti di vedere, perché corregge la falsa immagine di onestà  e di rettitudine millantata dal regime, aprendo uno scenario spesso ignoto anche ai libri di Storia, colpevoli di una reticenza inspiegabile su uno dei periodi più bui della storia italiana.

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