Mar. Mar 2nd, 2021
cyberbullismo

(Cyber)bullismo

cyberbullismo

Uno dei problemi principali della nostra società è il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Possiamo distinguere tre differenti forme di bullismo: fisico, verbale e psicologico.

Il bullismo fisico è relativo soprattutto all’ambito maschile, praticato dai ragazzi nei confronti di altri ragazzi, ed è una violenza diretta che ha lo scopo di far sentire la vittima debole e indifesa. Il bullo quindi, con questi atti, vuole dimostrare la propria forza e potenza fisica, spesso ostentata di contro ad una sostanziale debolezza caratteriale.

Il bullismo psicologico è invece una forma di violenza indiretta che interessa maggiormente l’ambito femminile. Il bullo/bulla, in questo caso, colpisce la vittima a livello psicologico puntando sui suoi punti deboli. È difficile che questo fenomeno venga percepito da persone esterne alla vicenda, perché la vittima non presenta segni di violenza fisica (per esempio lividi, contusioni ecc.), ma tende a chiudersi caratterialmente e di conseguenza non esterna le proprie emozioni a persone a lei care che potrebbero darle una mano a superare la situazione.

Il bullismo verbale è una forma di violenza che, attraverso parole intimidatorie o minacce da parte del bullo, incute alla vittima un senso di inferiorità e di paura che a lungo andare ne distruggono autostima e indirettamente  pongono dei limiti sia alla sua libertà di espressione e sia alle sue attività, soprattutto in quelle in cui è richiesta una prestazione fisica. La vittima, in questo caso, come con il bullismo psicologico, si chiude in se stessa e accetta, seppur controvoglia, i limiti che le sono stati imposti dal bullo verbalmente.

Con le nuove tecnologie, il 34% del bullismo avviene online, in chat o sui social, in un fenomeno che viene definito cyberbullismo. In questo caso il bullo deride la vittima attraverso i vari social, postando le sue foto con commenti offensivi in modo che, chi vede la foto postata, possa salvare e commentare sempre con frasi offensive, fino a che le foto diventano virali. La vittima automaticamente cerca di nascondersi, di non farsi vedere per paura che venga ripresa e derisa online, si isola e rifiuta le relazioni sociali.

Tutte queste forme di bullismo portano la vittima a pensare che sia sbagliata, che sia diversa, che nessuno sia in grado di capirla e aiutarla. L’oggetto del bullismo così,  in molti casi, non riuscendo a sopportare il peso della situazione, arriva ai gesti estremi come l’autolesionismo o, nel peggiore dei casi, al suicidio.

Analizzando meglio la figura del bullo, questo non è altro che una persona fragile piena di insicurezze che, per far emergere la propria forza e potenza, mira sui punti deboli della vittima.

Dal punto di vista legislativo, il bullismo e il cyberbullismo costituiscono una violazione del codice civile e del codice penale, quindi sono fenomeni che possono essere denunciati.

Ad aggravare la situazione è il fatto che adesso, con le nuove tecnologie, quando avvengo episodi di bullismo, gli altri ragazzi che si trovano ad assistervi, pensano a riprendere col proprio cellulare ciò che sta accadendo. Si stanno perdendo, nella società giovanile, i valori principali del rispetto e dell’umanità nei confronti del prossimo.

Non a caso, nelle scuole italiane molti sono i progetti e gli incontri incentrati su questo tema, che hanno lo scopo di  sensibilizzare gli studenti a non utilizzare la violenza per accrescere il proprio ego personale.

Nel nostro Istituto, per le attività di Cittadinanza e Costituzione, è stato attivato il progetto “EDUCARE ALLA LEGALITÀ”, con diversi  incontri formativi  dedicati al tema del bullismo.

All’incontro di Giovedì 14 Febbraio con esperti del  Nucleo Operativo Carabinieri di Isernia, è seguito il dibattito con esperti della polizia postale, della società I-FORENSICS e con esperti psicologi.

Anche se la nostra scuola sembra abbastanza sana e non sembra vi siano casi di bullismo, è importante che noi giovani ci rendiamo conto dell’entità di questo grave problema.

Prevenire è meglio che curare!

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *