Ven. Nov 27th, 2020

La Shoah dei bambini

Durante il periodo della Shoah i più esposti al rischio furono proprio i bambini, infatti i nazisti ne uccisero più di un milione e mezzo; di queste vittime più di un milione erano ebrei, il resto erano perlopiù rom, polacchi e sovietici. Molti morirono nei campi di sterminio, altri nei lager, altri direttamente di fame o di malattie. Quando Hitler salì al potere la situazione peggiorò a causa dell’ emanazione delle prime leggi razziali, arrivate successivamente in Italia “grazie” a Benito Mussolini.

Con queste leggi si voleva arianizzare il popolo, uccidendo quindi chi non rispettava determinati canoni estetici. In Italia si iniziò con l’allontanare i bambini ebrei dalle scuole pubbliche. Con lo scoppio della guerra la situazione peggiorò e i primi a subirne le conseguenze furono i bambini disabili, ariani e non, eliminati perché facevano parte del “programma eutanasia Aktion 74”, creato per purificare la razza. Morirono così circa 7.000  minori “non perfetti”.

In tutta Europa gli ebrei  vennero segregati nei  così detti Ghetti. Il più famoso è quello di Varsavia, in Polonia, dove contava più di 400.000 ebrei, di cui 100.000 bambini; in ogni stanza vivevano in media 7 persone. In uno di questi  ghetti troviamo il professor Korczak, che riuscì ad aiutare, grazie alle sue competenze da medico, molti bambini che avevano bisogno. Tra i tanti bambini che morirono troviamo solamente pochi sopravvissuti, come Liliana Segre, nominata senatrice a vita, che grazie alla sua drammatica esperienza ha potuto raccontare a tutti gli orrori che ha vissuto.

Il campo di concentramento di Theresienstadt,  anche chiamato Terezín,è stata una struttura di internamento e deportazione utilizzata dalle forze tedesche durante la Seconda guerra mondiale. Incorporata dal Terzo Reich nel 1938, la città della Repubblica Ceca, è nota per aver concentrato nel campo di concentramento una forte presenza di bambini. È stato utilizzato soprattutto come luogo di raccolta e smistamento di prigionieri da indirizzare  nei campi di sterminio. Su 155.000 ebrei 35.440 perirono nel ghetto e 88.000 furono deportati. Inizialmente Terezin nacque come città-fortezza, poi diventò carcere di massima sicurezza. La funzione del ghetto fu concepita per l’attività subdola di propaganda nazista con la presentazione del luogo come esempio di tutti gli altri insediamenti. In realtà, al di là della propaganda, la funzione del campo fu fin dall’inizio sempre la stessa, ovvero un centro di raccolta per il transito dei prigionieri verso i campi di sterminio. I trasporti cominciarono nel gennaio 1942, a poche settimane dall’apertura ufficiale del campo, e proseguirono con cadenza regolare per tutta la durata della guerra. Le condizioni di vita nel campo furono durissime, il cibo era scarso, le medicine inesistenti, la situazione abitativa drammatica. Nel 1942 morirono nel campo almeno 16.000 persone.

La presenza di bambini all’interno del campo fece sì che, per quanto possibile, i prigionieri adulti si adoperassero affinché tutti i bambini deportati potessero continuare il loro percorso educativo. Nonostante fosse loro proibito di frequentare la scuola, i bambini presenti a Terezín  le frequentavano autogestite del ghetto. Alla conclusione del conflitto degli oltre 15.000 bambini di Terezín solo circa 1.800 saranno ancora in vita.

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