Ven. Nov 27th, 2020
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COVID-19, ti racconto una storia…

Isernia, 10 Aprile 2078

Il racconto di un nonno al nipote.

NIPOTE: -“Nonno sto studiando storia, e la domanda dell’esercizio chiede «Cosa è accaduto nel Marzo 2020 nel mondo e in Italia?»”

NONNO:- “Figliolo, vieni qui che ti racconterò tutta la storia.”

NONNO:- “È accaduto tutto durante il pieno sviluppo dell’era digitale, quando noi ci sentivamo di avere il mondo in mano attraverso il nostro smartphone ed eravamo abituati a vedere serie tv su netflix… ma qualcosa è andato storto, e ci siamo trovati noi a vivere una di quelle serie, forse una delle peggiori…il COVID-19.”

NIPOTE:- “Cos’è il COVID-19?”

NONNO:-“Il COVID-19, chiamato da tutti “coronavirus”, fu una malattia infettiva respiratoria identificata per la prima volta in Cina, che si diffuse principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette che, tramite la saliva, tossendo e starnutendo, contagiavano attraverso contatti diretti o toccando con le mani contaminate alcune parti del corpo, tra cui principalmente bocca, naso e occhi. Questa malattia si trasformò subito in una pandemia mondiale attraverso lo spostamento delle persone da città a città, nazione a nazione e addirittura da continente a continente. All’inizio, per ridurre il rischio di infezione, per proteggere se stessi e gli altri, bisognava seguire alcuni accorgimenti ovvero:  lavarsi sempre le mani, evitare il contatto con persone contagiate, coprirsi con la parte interna del gomito quando si starnutiva o tossiva, mantenere una distanza di almeno un metro fra le persone, e infine  indossare guanti e mascherine quando si andava in posti affollati, fermo restando il rischio di essere contagiati. Ma questa prevenzione non bastava, così il Governo Italiano decise di dichiarare zona rossa tutta la nazione e di conseguenza impose una quarantena a tutti i cittadini, iniziata il 9 marzo. Dal 9 Marzo nessuno, se non per casi eccezionali e importanti, ovvero per lavoro, acquisto di cibo e/o motivi di salute, poteva uscire di casa. Dal 9 Marzo la vita di tutti noi cittadini cambiò. Da quel Marzo del 2020 ci siamo trovati con la vita capovolta.”

NIPOTE:- “Nonno, e poi cosa è successo?”

NONNO:-“Vivevamo chiusi nelle nostre case con la speranza che tutto prima o poi finisse. Era diventata tutta una questione di speranza, diversa dalle altre. La speranza di ritornare ad abbracciare i nostri cari. La speranza di tornare a stare tutti insieme e non a un metro di distanza. La speranza di poter tornare a viaggiare. Ma la speranza più semplice e banale era quella di ritornare alla normalità. In fondo, personalmente, ho riscoperto la bellezza di tante piccole cose a cui nessuno prima faceva caso. Passare 24 ore su 24 dentro casa ti faceva conoscere te stesso, la tua famiglia e, oltre le storie di serie tv e film, anche la bellezza di leggere libri, approfondire le proprie conoscenze e studiare. Sì,  studiare. Avevo 18 anni nel 2020 ed ero all’ultimo anno del CAT. Avrei dovuto affrontare gli esami di maturità, e stranamente approfittai della quarantena per recuperare e andare avanti con lo studio. Ricordo e mi ricorderò per sempre l’uso delle ore 18.00,  dove in tutte le strade, quartieri e città si usciva fuori dai balconi per cantare, cominciando con l’inno d’Italia per poi finire con cover e canti di canzoni italiane. Attraverso questa piccola usanza giornaliera l’Italia in quel momento dimostrava a tutto il mondo quanto era forte e preziosa, quei balconi che diventavano un coro di forza e coraggio. Sono piccole cose che hanno reso quella che era una vera e propria tragedia una rinascita per tutti. Da quel  9 Marzo avevamo giorni e ore lunghe da recuperare e  riempire di sogni da realizzare.”

NIPOTE:-“Oddio nonno, che racconto! Mi sarà molto utile per l’esercizio, ma prima un’ultima domanda «Com’è andata a finire? Come passò tutto?»”

NONNO:-“Tu ricordati sempre di vantarti del paese da cui vieni, da cui sei nato. A fermare tutto ciò è stata l’Italia ed è l’unica risposta che  posso darti. La forza di un paese che si è unito e ce l’ha fatta.”

 

 

 

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