Ven. Nov 27th, 2020

Dpcm “Io resto a casa”

 

Il 09-03-2020 la zona protetta è stata estesa a tutta l’Italia, ciò significa evitare ogni spostamento, stare lontani almeno un metro ecc… Tutte richieste che ci sono state fatte e che sapete tutti a memoria, visto quante volte al giorno le ripetono in TV. Non starò qui a fare la morale, ma non credo sia banale dire che dobbiamo rispettarle poiché ci sono ancora forme di disinformazione, di ignoranza, di mancanza di senso delle istituzioni e del bene comune, mancanza di civiltà.

Inoltre lo stare a casa può essere sì una condanna, ma credo possa avere anche aspetti positivi. Io, ad esempio, da quando siamo a casa ho cambiato una lampadina fulminata dal 2001, ho trovato 2,50€ nel divano, ho scoperto quanti canali ci sono sul digitale terrestre e ho capito che era un comodino quello a fianco al mio letto e non una discarica. Tutti ci siamo ritrovati con tempo mai avuto e a vivere una quotidianità che non ci apparteneva.

In questo momento vorrei pensare che la teoria di Vico sui corsi e ricorsi della storia fosse solo frutto dell’immaginazione, eppure non posso. Pensando a “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni, riesco a vivere nel quotidiano le sue parole. Quella che un tempo era la peste oggi è Covid-19, quello che era l’assalto ai forni, oggi è ai supermercati, quelli che erano i lazzaretti oggi sono i posti letto in terapia intensiva con medici e infermieri. Anche la fuga da Milano è attualizzabile, la paura e l’angoscia che si respiravano non sono cambiate, perché purtroppo è sottile il confine tra buon senso e ipocondria.

Poi penso a come un giorno racconteremo ai nostri figli e ai nostri nipoti della vita al tempo del Coronavirus, racconteremo di come un uomo di fronte ad un abbraccio ha tenuto a ribadire il proprio disappunto, di quando l’amuchina è arrivata a costare quanto un tartufo e di quando alla TV ci si raccomandava di non stare in posti affollati, e che i posti meno affollati erano diventati quelli gestiti dai cinesi. Arrivata a questo punto vorrei concludere con una frase di Manzoni: “… non sempre quello che viene dopo è progresso…”.

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