Ven. Nov 27th, 2020
giuseppe conte

Stiamo distanti oggi, per abbracciarci con più calore domani.

Il 2020 è stato sin dall’ inizio un anno pieno di avvenimenti, a partire dalle minacce di conflitto fra Trump e Kim Jong-Un fino ad arrivare a quello che ormai  è diventato l’ argomento centrale di tutte le conversazioni quotidiane, il temuto Covid-19, conosciuto anche come coronavirus. Che cos’è però nella pratica questo virus che sta ormai condizionando la nostra quotidianità? Si tratta di un virus respiratorio che può causare malattie lievi, moderate o addirittura la morte. Il paese nel quale si è sviluppata inizialmente l’ epidemia è la Cina.

Successivamente si è diffusa a macchia d’olio in tutto il mondo e oggi possiamo parlare di pandemia. Attualmente il nostro Paese è fra quelli con il maggior numero di contagiati e, purtroppo, di deceduti. Il Governo ha quindi deciso di emanare delle misure restrittive importanti: scuole, negozi, bar, pub, ristoranti, centri estetici chiusi e l’obbligo di rimanere tassativamente in casa salvo situazioni di emergenza o prima necessità. Anche le manifestazioni sportive, culturali o fieristiche che siano sono state annullate, seppur con ritardo. A subirne le conseguenze sono stati i calciatori, alcuni dei quali, a causa di questo ritardo, sono stati vittime del contagio. Si è infatti inizialmente preferito pensare al denaro, che come sappiamo circola in abbondanza in questo campo, piuttosto che alla salute di quelli che ne fanno parte. Per quanto riguarda l’ istruzione sono state attivate lezioni telematiche e lo Stato ha cercato di incentivare al meglio lo smart working. Stesso discorso è valso per i liberi professionisti e per qualunque altro impiego i cui servizi possono essere svolti anche online. In una situazione di emergenza quale quella in cui ci troviamo, sono però fondamentali il senso civico e la consapevolezza dei cittadini. In Cina questi sono stati  preziosissimi per il contenimento dell’ emergenza e tali saranno o dovrebbero essere in Italia. Spesso i cittadini italiani non si sono distinti per queste qualità, e numerosissimi sono gli esempi a supporto di questa tesi: moltissimi monumenti sono stati infatti deturpati per vandalismo, pochissimi sono quelli che si interessano realmente al rispetto dell’ ambiente, in una nazione che è molto meno eco free delle altre europee. In una situazione così drastica,  la quasi totalità degli italiani sta rispettando le ordinanze emanate. Il  problema però è proprio quel “quasi”. Molti infatti, se non fossero obbligati dalle sanzioni preposte dal governo, andrebbero in giro tranquillamente. Da un lato ci sono i menefreghisti che sottovalutano il problema, dall’ altra ci sono infermieri e medici che rischiano ogni giorno la vita per il loro paese e per i valori in cui credono.

Alla base di questo problema vi è la conoscenza non approfondita dell’ argomento e i rischi a esso correlati. Qual è quindi la soluzione? Un’efficace campagna propagandistica che garantisca che tutti siano a conoscenza dei rischi cui vanno incontro e giustissime sono le sanzioni applicate a coloro che mancano del senso civico tanto necessario. Da non sottovalutare sono le norme igieniche che ormai conosciamo a memoria e che talvolta ci annoiano perché trasmesse in loop in televisione, ma che sono le uniche armi che abbiamo per prevenire il virus. Mai come in questo momento il nostro paese ha bisogno della nostra collaborazione. E’ necessario che vengano messe da parte tutte quelle che non sono necessità, che non si pensi alla mancanza di amici o familiari lontani. Abbiamo perso i nostri simboli contraddistintivi, come bar e pizzerie dove gli italiani si riunivano abitualmente per guardare insieme le partite di calcio. Passeggiare per la città e vedere vuoti questi luoghi, solitamente zeppi di gente, ci priva quasi della nostra identità, ma come dice il nostro Premier Conte:” Stiamo distanti oggi, per abbracciarci con più calore domani.”

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